La Tritium non ha squadre B. Lecco battuto 2-1 e in Coppa si avanza   3 comments

TRITIUM CALCIO 1908 2
CALCIO LECCO 1912 1

Marcatori: 44′ Floriano (T), 57′ Bortolotto R. (T), 67′ Carofiglio (L)

TRITIUM CALCIO 1908 (4-3-3): Sacchetto, Teso, Martinelli A., Corti, Malgrati, Gavazzeni, Mapelli, Di Ceglie, Spampatti, Floriano, Sinato. All. Vecchi (panchina: Pansera, Bertoli, Fondrini, Chimenti, Bortolotto R., Mauri, Lenzoni)
CALCIO LECCO 1912 (4-4-2): Durandi, Cozza, Carofiglio, Ciasca, Goisis, Martinelli L., Rapella, Mattaboni, Veronese, Carroccio, Buda. All. Roselli. (panchina: Gadignani, Galli, Cortese, Suriano, Rebecchi, Bartoccini, Anastasi)
Arbitro: sig. Lanza di Nichelino
Assistenti di linea: sig. Boz di Crotone, sig. Buondonno di Torre Annunziata
Spettatori: 30 circa (*partita a porte chiuse)
Condizioni di gioco: Giornata fresca, tempo piovoso. Campo buono
calci d’angolo: 3-2 per il Lecco
Fuorigioco: 2-1 peril Lecco
Ammoniti: Bortolotto R. (T)
Espulsi: –
Recupero: 0′, 3′

Il gran gol del 2-0 di Roberto Bortolottto

TREZZO SULL’ADDA (MI), 8 settembre 2010 – Seconde linee a chi? La Coppa Italia è spesso l’occasione per lasciare spazio a chi gioca di meno. Ma quando c’è di mezzo una qualificazione nessuno ha voglia di scherzare. La Tritium batte il Lecco per 2-1, ma la soddisfazione più grande per mister Vecchi è un’altra. Cioè un gruppo di “riserve” sempre pronto, sempre disponibile, che accetta la panchina per poi dimostrare in campo di non meritare per nulla quel virgolettato. L’orgoglio dei Malgrati, dei Corti, dei Di Ceglie, dei Martinelli oggi ha fatto la differenza e ha regalato alla Tritium il passaggio del turno, mentre a Busto Arsizio il Renate fermava la Pro Patria sull’1-1.

In un Comunale reso ancora una volta nudo dalle ordinanze della Prefettura, mister Vecchi schiera chi in questo momento ha meno spazio. In porta Sacchetto. Linea di difesa con Teso dirottato a destra, capitan Malgrati e Gavazzeni centrali e Aaron Martinelli a sinistra. Centrocampo a tre con Mapelli e Di Ceglie a protezione dell’arretrato Corti. Trio d’attacco composto da Floriano, Spampatti e Sinato. Il Lecco presenta una formazione imbottita di giovani con bomber Veronese, ex Alzano, Modena e Vicenza a fare da chioccia ai vari Carofiglio, Cozza e Carroccio.

La partita appare subito vivace, con le squadre disposte più al gioco che alla pressione. Al 4′ è subito baby Mapelli a mettersi in evidenza con un lancio millimetrico sopra la linea di difesa avversaria. Spampatti si trova davanti a Durandi, ma il suo pallonetto finisce a lato. Il portiere lecchese è invece chiamato all’intervento cinque minuti dopo, per bloccare in tuffo un destro rasoterra di Floriano. Il gioco scorre fluido nonostante le squadre corte e al 14′ è Mattaboni a provare il tiro, ma Sacchetto controlla in presa centrale. Nei primi minuti l’azione si svolge soprattutto nella metacampo ospite e al 22′ una buona palla di Floriano premia l’inserimento di Di Ceglie che con una spaccata mancina spettacolare mette di poco sopra l’incrocio dei pali. Più Tritium senza dubbio, ma la prima azione limpida capita al Lecco un minuto dopo. Corti perde palla al limite dell’area. Ciasca trova subito Buda, ma il tiro dell’esterno sinistro si stampa sul corpo di Sacchetto in uscita. Al 29′ l’occasione è biancoazzurra, ma Floriano non sfrutta la pennellata di Spampatti e mette di piatto destro sul fondo.

Il furetto italo-tedesco però, è una spina nel fianco per i lecchesi. Carofiglio ha un passo più lento e dalla destra la Tritium crea, aiutata anche dall’intelligenza di Sinato nell’abbassarsi tra le linee. Proprio sull’asse Sinato-Floriano si costruisce la seconda azione del possibile vantaggio trezzese. L’ex Rodengo imposta, Flo è fermato da Durandi in uscita. La palla arriva a Di Ceglie che indugia troppo e a porta vuota colpisce un difensore in chiusura. La manovra lacustre diventa più ordinata con il passare dei minuti, ma al 44′ la Tritium passa. Di Ceglie sventaglia sulla sinistra per Aaron Martinelli. Il laterale ex Atalanta trova sul secondo palo Floriano che insacca con un destro al volo.

Dopo la pausa, Spampatti lascia il posto a Roberto Bortolotto che si sistema sulla sinistra. Sinato diventa prima punta e Floriano rimane largo a destra, mentre in difesa Teso e Martinelli invertono la fascia di competenza. Nel Lecco, dentro Anastasi per uno spento Carroccio e Cortese per Goisis con Cozza spostato al centro. Al 52′ però, è ancora Tritium. Corti serve Sinato che è bravissimo nella sponda in area per Floriano. Il tiro è potente ma sul corpo di Durandi. Cinque minuti dopo la Tritium raddoppia. Sinato si dimostra ottimo come terminale e in mezzo a due difensori libera Roberto Bortolotto con un’altra pregevole sponda. Il fantasista non ci pensa e di esterno destro mette la palla sotto l’incrocio. 2-0. A questo punto Roselli toglie Veronese, reso impalpabile dalla coppia Malgrati-Gavazzeni, e inserisce il rapido Suriano. La Tritium invece mette Bertoli per Teso e, con il doppio vantaggio, dà l’impressione di controllare il gioco. Ma quando sembra più improbabile, il Lecco si riporta sotto. E’ il 67′ quando Suriano spara dalla distanza. Sacchetto è coperto, la palla rimbalza e gli sfugge dalle mani. Carofiglio rapido nell’aggirare il portiere biancoazzurro e a mettere in rete.

Mapelli lascia spazio a un altro prodotto del settore giovanile biancoazzurro, Mattia Mauri, ma i minuti finali sono di sofferenza. Il 4-4-2 dei nostri è messo a dura prova dai lecchesi con Sinato e Roberto Bortolotto isolati in attacco. Al 79′ Mattaboni crossa dalla sinistra. Bertoli stacca, ma respinge dentro l’area. Cozza arriva sul pallone e incrocia di piatto sinistro. La palla supera Sacchetto, ma sulla linea arriva l’intervento di Gavazzeni che salva il risultato. All’85’ invece Ciasca ci prova su punizione e Sacchetto è chiamato al grande intervento. Prima della fine c’è tempo solo per un tiro al volo di Mauri troppo alto. La partita finisce, in Coppa Italia andiamo avanti.

Manuel Monzani

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3 risposte a “La Tritium non ha squadre B. Lecco battuto 2-1 e in Coppa si avanza

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  1. Innanzitutto complimenti per l’eccellente lavoro che fai.

    Poi una domanda… che valutazione dai alla prestazione di Teso esterno basso (prima a dx -ruolo che già aveva ricoperto al Darfo- poi a sx)?
    Aldilà di questa partita (in cui giustamente Vecchi, credo, abbia notato le lacune -soprattutto in fase di spinta- di Gavazzeni da terzino e lo ha messo centrale -il suo vero ruolo-), sarebbe interessante capire se potrebbe diventare una soluzione da adottare in maniera più continuativa. Vero che le sue doti fisiche e atletiche lo rendono comunque un ottimo centrale di marcatura (definirlo “stopper” sarebbe un pò fuori luogo visto che si gioca zona 🙂 ), con capacità praticamente uniche nella nostra rosa (Malgrati è un gradino sotto), ma il suo utilizzo da esterno potrebbe rendersi utile sotto altri aspetti.
    Una delle difficoltà più evidenti che abbiamo fino ad ora evidenziato in campionato è quella di gestire con tranquillità la fase di possesso, di creare gioco quando gli avversari si schierano in 10 dietro la linea della palla facendo un lavoro in fase di pressing e chiusura delle linee di passaggio che sono di tutt’altro livello rispetto a quelle viste lo scorso anno. E non è una situazione che si verifica di rado… dato che siamo una squadra che per qualità tecnica media, tendenzialmente prova a gestire la partita e ad avere percentuali di possesso spesso superiori agli avversari (ed anzi, dovremmo insistere ancora di più da questo punto di vista…ma è un altro discorso). Non abbiamo però ancora acquisito quella maturità mentale (o forse coscienza della propria forza) che ci permette di gestire con più sicurezza situazioni di questo tipo. In entrambe le fasi. O subiamo break in zone delicate del campo (vedi il gol a Montichiari) o non riusciamo a sviluppare un fraseggio palla a terra che permetta di far arrivare più palloni giocabili sulla trequarti (al minimo accenno di pressing si vedono tantissimi lanci lunghi). Aldilà della forma non ancora perfetta di Daldosso (che dovrebbe avere un peso importantissimo da questo punto di vista), sarebbe utile cercare di andare a trovare situazioni di superiorità numerica in alcune zone di campo, per sbloccare certe situazioni (soprattutto sugli esterni visto il nostro sistema di gioco) e da questo punto di vista il lavoro di Riva è abbastanza buono (ed in crescendo) mentre ci manca qualcosa sulla fascia destra. Non parlo di semplici cross da metà campo, ma di qualcuno che che spinga con costanza, trovi il fondo del campo e che vada a raddoppiare il più possibile Enrico Bortolotto. Come si è comportato Teso da questo punto di vista?
    Altra cosa importante sempre nell’attaccare difese schierate, sono i movimenti senza palla… senza Spampatti, e i suoi costanti movimenti anche in profondità, praticamente son tutti giocatori che prediligono ricevere da fermi.

    (Scusa per la lunghezza del post)

    Ciao
    Michael

    • Grazie mille Michael! Finalmente un commento tecnico!
      La posizione di Teso come laterale destro può essere una soluzione interessante, soprattutto in partite in cui l’avversario si schiera a tre punte e con due attaccanti di statura. Detto questo, tu fai notare la necessità di una spinta dalle fasce di difesa che non sarebbe opportuna solo per la Tritium, ma per ogni sistema di gioco moderno. In questo senso Teso non può dare le garanzie di Riva, per caratteristiche fisiche e tecniche. Credo che il suo ruolo sia il centrale di difesa e che a destra Fondrini e Martinelli possano svolgere questo lavoro in modo egregio.

      La questione possesso palla è vera, ma la chiave di lettura è più la capacità di attaccare squadre esperte e schierate. Penso che la squadra abbia avuto finora il merito di una costante ricerca del gioco, nonostante un gap di esperienza abbastanza evidente con gli altri. Non credo si possa parlare di stato di forma. Daldosso mi sembra in buone condizioni, così come Roberto Bortolotto, l’altro fulcro del nostro gioco. La questione mi sembra più di adattamento psicologico alla categoria. Dopo due giornate, un po’ di timore reverenziale per una squadra così giovane è del tutto normale. In questi casi prima o poi interviene sempre un evento chiave (una vittoria combattuta, una buona prestazione o una sonora sconfitta) capace di dare un ritmo diverso alla storia della stagione. Lasciamo tempo al migliore tra i mister bergamaschi di lavorare. La qualità c’è. L’anagrafe è dalla nostra parte. Bisogna avere solo un po’ di pazienza.
      Grazie!

  2. Figurati! Visto come “leggi” bene le partite e come le racconti (cosa molto rara), mi andava di scambiare qualche idea!

    “La posizione di Teso come laterale destro può essere una soluzione interessante, soprattutto in partite in cui l’avversario si schiera a tre punte e con due attaccanti di statura”… quindi lo vedi come terzino “bloccato” e non come una risorsa in più in fase offensiva. Io ho alcuni ricordi suoi (sinceramente un pò sfumati) al Darfo, come laterale di spinta. Però forse mi sto confondendo. Senza dubbio come centrale è eccellente: completa benissimo Dionisi ed aggiunge qualità atletiche che ci mancavano.
    Hai parlato giustamente di Martinelli… tolto Teso, a questo punto, non mi dispiacerebbe vederlo più spesso utilizzato proprio nell’ottica che ti dicevo: sceglie bene i tempi di inserimento, va senza palla, ha una gran stamina. Dietro concede qualcosa rispetto a Fondrini (che nelle giovanili del Milan, era sì un jolly.. ma nasce anche lui centrale), ma darebbe una gran mano ad Enrico (con conseguente maggior controllo dell’avversario di quella fascia e squilibrio in altre zone difensive…).

    Quando parli dell’aspetto psicologico sono assolutamente d’accordo con te. Credo sia la componente più determinante al momento. Parlavo, infatti, di atteggiamento, di maturità mentale nel gestire alcune situazioni delicate (anche il riferimento alla forma di Daldosso intendilo in un senso più ampio…). Anche sul “momento chiave” sono sulla stessa linea di pensiero (mi ricordo un gol da quasi 30 metri di De Ceglie alla Solbiatese nell’anno di Beggi, che ci fece vincere una partita soffertissima, ma che soprattutto ci sbloccò a livello psicologico. Tra l’altro ne avevo scritto qualcosa per calciobergamasco.com e per un blog che curavo a tempo perso … http://calciovario.blogspot.com/2008/12/il-punto-dopo-tritium-solbiatese.html ).
    Le correzioni a cui facevo accenno potrebbero essere un aiuto solo per arrivare a quel “punto di svolta”, il prima possibile.
    La pazienza è d’obbligo, ci mancherebbe altro! Anche perchè già diverse soddisfazioni ce le stiamo già togliendo in Coppa Italia (andare a mettere sotto Pergocrema e Pro Patria, in casa loro… beh… sono stati grandi cose…. e ti lasciano capire il potenziale di questo gruppo).

    Ciao!

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